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Canta, o Diva …
Il ruolo della musica nella riabilitazione dopo incidenti quali ictus e non solo è oggetto di studio delle neuroscienze. I gruppi di ricerca più all’avanguardia si sono confrontati nei giorni scorsi, a Edimburgo dove la Fondazione Mariani ha organizzato la IV edizione del Convegno internazionale Neuroscienza e Musica. Ne ha parlato un articolo di Silvia [...]
13 luglio 2011
Il ruolo della musica nella riabilitazione dopo incidenti quali ictus e non solo è oggetto di studio delle neuroscienze. I gruppi di ricerca più all’avanguardia si sono confrontati nei giorni scorsi, a Edimburgo dove la Fondazione Mariani ha organizzato la IV edizione del Convegno internazionale Neuroscienza e Musica. Ne ha parlato un articolo di Silvia Baglioni pubblicato ieri dal quotidiano ‘La Repubblica’. L’episodio, che ha dato inizio alle ricerche scientifiche per verificare la relazione tra l’ascolto della musica e la guarigione da traumi ed ictus, è avvenuto, alla fine degli anni ’60, in un ospedale del Bronx, a New York, dove un uomo, ricoverato dopo un ictus che gli aveva procurato un grave deficit del linguaggio, poco alla volta iniziò a canticchiare e dopo due mesi recuperò il linguaggio. Oggi ci sono tecnologie che permettono di osservare cosa succede nel cervello quando si ascolta, si compone o si immaginano delle melodie e di stabilire, quindi, con un approccio scientifico l’apporto della musica alla riabilitazione dopo un ictus. Secondo altri studi, condotti su neonati, il cervello umano ha una predisposizione genetica alla musica, come è stato dimostrato anni fa per il linguaggio. In effetti, anche durante la quotidianità si pensano pensieri in musica.
Manuela.













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