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Geni e musica.
I risultati di una ricerca, condotta da Daniela Perani del San Raffaele di Milano, hanno dimostrato che il cervello umano nasce già dotato delle connessioni per interpretare i suoni. Ne parla un articolo di Arnaldo D’Amico, pubblicato dal quotidiano ‘La Repubblica’. “Le applicazioni terapeutiche della musica, in espansione da decenni, hanno dimostrato la sua potenza [...]
27 settembre 2011
I risultati di una ricerca, condotta da Daniela Perani del San Raffaele di Milano, hanno dimostrato che il cervello umano nasce già dotato delle connessioni per interpretare i suoni. Ne parla un articolo di Arnaldo D’Amico, pubblicato dal quotidiano ‘La Repubblica’. “Le applicazioni terapeutiche della musica, in espansione da decenni, hanno dimostrato la sua potenza nell’attivare energie psichiche e capacità riparative del sistema nervoso. Non si sapeva invece che fosse addirittura vitale per la specie umana. Ma recenti ricerche non lasciano dubbi: l’evoluzione ha ‘impresso’ la musica nel nostro Dna, facendoci nascere già pronti a coglierne l’essenza, a capire la differenza tra una melodia e una frequenza di note dissonanti”. Durante l’esperimento, a 18 neonati, non esposti a musica durante la gravidanza, sono stati fatti ascoltare brani di Mozart, Bach e altri musicisti. Infine, la cosa più sorprendente e da scoprire è il motivo per il quale “l’evoluzione considera la musica tanto importante per l’uomo da essersi adoprata per trasmetterla col Dna”.
Manuela.













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