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‘I due Figaro’
‘Non è proprio una rivoluzione, e forse nemmeno una riforma, quella scatena da ‘I due Figaro’ di Mercadante, l’opera dimenticata di quasi due secoli, che Riccardo Muti ha fatto rinascere prima a Salisburgo e poi a Ravenna. Ma una piccola tempesta si, un quieto temporale che fa volar via le carte del teatro musicale italiano [...]
27 giugno 2011
‘Non è proprio una rivoluzione, e forse nemmeno una riforma, quella scatena da ‘I due Figaro’ di Mercadante, l’opera dimenticata di quasi due secoli, che Riccardo Muti ha fatto rinascere prima a Salisburgo e poi a Ravenna. Ma una piccola tempesta si, un quieto temporale che fa volar via le carte del teatro musicale italiano del primo Ottocento’. Così Guido Barbieri, in un articolo de ‘La Repubblica’, inquadra le mire del compositore di Altamura che voleva ‘abbattere il muro di cinta eretto dalla corte di Spagna contro la lasciva e corrotta opera italiana’ con affondi leggendari, ma efficaci. Nel primo atto di quest’opera Mercadante dota di spessore psicologico i personaggi soffiando ‘nel corpo del belcantismo rossiniano’, ma nel secondo atto ‘il gioco degli equivoci si fa serio, la commedia si incattivisce, la vis comica si tinge d’amaro e l’eros infiamma. E’ proprio a questi effetti ‘estremi’ che dà forma il gesto di Muti, perfettamente assecondato dal suono ‘parlante’ dell’Orchestra Cherubini e da una compagnia di canto giovane e stilisticamente ineccepibile’.
Manuela.














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