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Il (nostro) canto libero.
C’è il dubbio sui quadri di Battisti, recentemente oggetto di una Mostra all’Auditorium di Roma. Gli eredi del cantautore non ne sanno nulla e Mogol nemmeno, così si legge in un articolo di Carlo Moretti, pubblicato dal quotidiano ‘La Repubblica’. Il fatto, però, si presenta come un’occasione per ricordare il cantautore scomparso. “E se davvero [...]
12 ottobre 2011
C’è il dubbio sui quadri di Battisti, recentemente oggetto di una Mostra all’Auditorium di Roma. Gli eredi del cantautore non ne sanno nulla e Mogol nemmeno, così si legge in un articolo di Carlo Moretti, pubblicato dal quotidiano ‘La Repubblica’. Il fatto, però, si presenta come un’occasione per ricordare il cantautore scomparso. “E se davvero tu vuoi vivere una vita luminosa e più fragrante … Ma perchè non mi dai la tua mano perchè/potremmo correre sulla collina /e fra i ciliegi veder la mattina/che giorno è/E dando un calcio ad un sasso/residuo d’inferno e farlo rotolar giù giù giù/e noi ancora ancor più su/planando sopra boschi di braccia tese…”. Se a un passante, a uno sconosciuto o al negoziante parlassimo così, chissà che faccia farebbero. “Si, un litro di latte, per favore”. “Quant’è?”, e poi partire con afflato: “Mi ritorni in mente bella come sei, forse ancor di più…”. Perplessità. Silenzio (ma potrebbe succedere che qualcuno continui: “Un angelo caduto in volo, questo tu ora sei, in tutti i sogni miei”). Poi, in modo del tutto naturale: “Ah! Un euro, ecco, a lei. Buongiorno!”. E potrebbe capitare di incontrare un uomo che vorremmo prendere a pugni, ma sappiamo che non è perché è stato scortese, quel che brucia non sono le offese. All’improvviso potrebbe anche accadere che al nostro sguardo si aprano “cieli immensi e immenso amore/ …spazi azzurri e colline e praterie/ dove corrono dolcissime le nostre malinconie”. “I Giardini di Marzo si vestono di nuovi colori” e le canzoni di Battisti ci parlano, si parlano proprio a noi.
Manuela.













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