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‘La mia banda suona il rock’
Gli indignados di Occupy Wall Street non hanno una colonna sonora che interpreti e scolpisca la loro storia sul vinile (che non si usa più), per rimanerci nella Storia. Sarà un segno, un cattivo presagio? Le intenzioni dei giovani di Wall Street sono buone e la riflessione interessa il rock il quale, negli ultimi tempi, [...]
15 gennaio 2012
Gli indignados di Occupy Wall Street non hanno una colonna sonora che interpreti e scolpisca la loro storia sul vinile (che non si usa più), per rimanerci nella Storia. Sarà un segno, un cattivo presagio? Le intenzioni dei giovani di Wall Street sono buone e la riflessione interessa il rock il quale, negli ultimi tempi, sembrerebbe un genere musicale un po’ sopito. Pochi musicisti, a livello internazionale, disposti a diventare gli eredi di gruppi come i Black Sabbath o i Led Zeppelin. Ora la musica di tendenza è pop, come in molti altri ambiti prevale il genere d’evasione e il divertimento, che non vuol dire che è male, ma non è rock. Anche i gruppi storici che hanno resistito, per esempio gli U2, sembra non abbiano intenzione di cimentarsi in rischiose sperimentazioni. In testa alle classifiche d’oltreoceano c’è Adele, Drake, i Lmfao, Kate Perry. Ovviamente, per fare alcuni nomi, Springsteen, Radiohead e Coldplay resistono, ma il punto sembra essere un altro. Cioè sembra che non ci siano brani, leader carismatici e idee nuove in musica in grado di infiammare gli animi, di far sognare, di creare un nuovo linguaggio capace di interpretare noi stessi e il mondo in cui viviamo. Non si tratta di vedere a tutti i costi gente che spacca chitarre, ma di scorgere qualcosa di noi nella voce e nella musica incandescenti, nella passione e nel saper fare musica.
Manuela.













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