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L’istinto della parola.
‘Siamo nati per parlare. Forse nulla è più inverosimile di un bambino che comprende una favola a due giorni dalla nascita’. Ne parla un articolo di Elena Dusi, pubblicato dal quotidiano ‘La Repubblica’. ‘Le immagini ottenute dai neuroscienziati del San Raffaele di Milano sul cervello dei neonati, durante la lettura di una storia di Riccioli [...]
12 settembre 2011
‘Siamo nati per parlare. Forse nulla è più inverosimile di un bambino che comprende una favola a due giorni dalla nascita’. Ne parla un articolo di Elena Dusi, pubblicato dal quotidiano ‘La Repubblica’. ‘Le immagini ottenute dai neuroscienziati del San Raffaele di Milano sul cervello dei neonati, durante la lettura di una storia di Riccioli d’oro, dimostrano che quello del linguaggio è un motore che corre a pieni giri fin dal primo momento’. Certo, l’elaborazione delle parole è una fase successiva, ma è appurato che il cervello di un bambino/a parla e ascolta, come hanno dimostrato alcuni studi sulla sensibilità alla musica. C. Darwin sosteneva che ‘il linguaggio non è vero istinto, perché deve essere imparato’. Tuttavia c’è una tendenza istintiva a parlare. Inoltre la favola letta ai neonati durante l’esperimento riusciva ad attivare le aree del linguaggio solo se letta con la giusta intonazione. Ma lasciava i bambini indifferenti quando le parole erano pronunciate in maniera fredda e piatta. ‘Così le favole lette ai neonati svelano l’istinto della parola’.
Manuela.













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