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L’Italia della crisi valorizza l’arte musicale
Una delle novità emergenti dell’estate musicale italiana viene dalla partecipazione degli spettatori a rassegne e festival. Non solo i festival di Lucerna e Salisburgo fanno registrare il sold out. Da Bolzano a Martina Franca, Stresa e Macerata e Jesi, il pubblico ha affollato teatri, gallerie e sale da concerto. Ne parla un articolo di Enrico [...]
24 agosto 2011
Una delle novità emergenti dell’estate musicale italiana viene dalla partecipazione degli spettatori a rassegne e festival. Non solo i festival di Lucerna e Salisburgo fanno registrare il sold out. Da Bolzano a Martina Franca, Stresa e Macerata e Jesi, il pubblico ha affollato teatri, gallerie e sale da concerto. Ne parla un articolo di Enrico Girardi pubblicato dal ‘Corriere della Sera’. “Il messaggio che arriva dai botteghini e dalla sale da concerto è chiaro. Le risposte ai bisogni primari dell’uomo, sempre particolarmente sollecitati nei tempi di crisi, non vengono dalle pur necessarie analisi economico-finanziarie che riempiono colonne e colonne di giornali ma dalla riscoperta del nostro meglio, ovvero del patrimonio umanistico di cui la musica, a dispetto dell’imbarazzante analfabetismo musicale del nostro Paese, rappresenta il vertice. Cosicchè non è paradossale concludere che possiamo capire meglio noi stessi, anche come soggetti economici, ascoltando Verdi o Mozart piuttosto che il farfugliare annaspante e contraddittorio di politici e banchieri”.
Manuela.













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