Nomadi: ‘Dopo anni è facile ripetersi, noi questa volta ci siamo divertiti’
Ritornano i Nomadi, a tre anni di distanza dalla pubblicazione del loro precedente album di inediti “Con me o contro di me”, con un disco di undici nuovi brani legati tra loro da un filo conduttore: la vita. “Allo specchio”, questo il titolo dell’album, è stato anticipato dal singolo “Lo specchio ti riflette” che vede al fianco dei Nomadi l’artista iberico Jarabe De Palo: “E’ un duetto nato in modo spontaneo”, spiega Beppe Carletti, “A dire il vero la Warner ci ha detto che bisognava farlo, ma come sempre ci hanno lasciato campo libero. Ho cominciato allora a pensare a chi avremmo potuto chiedere, ma sinceramente non mi veniva in mente nessuno. Penso che in Italia i duetti siano una cosa solo per privilegiati, per quelli che stanno a certi livelli e collaborano solo con quelli pari a loro, come se lavorare con qualcuno di meno conosciuto possa arricchirli di meno. E’ una mia personale impressione, certo, ma alle grandi manifestazioni, quando ci si trova tutti dietro il palco, partono complimenti e frasi del tipo ‘sarebbe bello fare qualcosa insieme’, poi, chissà come mai, non si fa mai sentire nessuno. Non che i Nomadi sentano la mancanza di questa cosa, anzi, fosse stato per noi forse non ci avremmo nemmeno pensato: siamo un po’ chiusi, diciamo che abbiamo un meccanismo interno che funziona talmente bene che non abbiamo lo stimolo di cercare altrove. Nel momento in cui si è scelto di fare una collaborazione”, ha aggiunto, “Ho pensato subito di sparare molto in alto, anche perché a scendere si fa sempre in tempo. Pau – Donés Cirera, l’alterego di Jarabe De Palo – ha sentito il pezzo, sono stato a Madrid da lui e l’abbiamo registrato subito, è stato davvero un piacere. E’ un nomade come noi, uno in linea con il nostro stile e sarà sul palco insieme a noi lunedì 6 aprile a Milano e martedì 7 a Roma: questa è forse la dimostrazione che anche a lui è piaciuta la collaborazione”.
All’interno dell’album sono presenti diversi stili musicali differenti tra loro come il blues (“Il ballo della sedia”), il rock (“Non so io ma tu”), atmosfere latine prima (“Lo specchio ti riflette”) e minimali poi (voce, piano e violino in “Qui”): “Dopo trent’anni è difficile rinnovarsi, o meglio, è facile ripetersi”, spiega Carletti, “Che poi i fan ti perdonano anche se fai sempre lo stesso genere, ma noi abbiamo voluto divertirci a sperimentare un po’, è stato fatto un lavoro di ricerca molto accurato, sia nei testi – scritti per la maggior parte da autori non noti –, sia nei suoni. C’è una canzone, ‘Prenditi un po’ di te’, in cui parliamo di una violenza fisica, e non sapevamo bene che parole utilizzare per poter essere discreti e non offendere nessuno, quindi c’è stato un grandissimo impegno da parte di tutti. Ne ‘Il ballo della sedia’ invece, scritta da Danilo – Campani, il cantante – ci siamo ispirati al mondo della politica: basta aprire un giornale qualsiasi per leggere che un politico è passato da un partito all’altro come se niente fosse”.
“Siamo molto contenti”, conclude, “che abbiamo coinvolto autori nuovi nella scrittura di alcuni brani. Al giorno d’oggi è difficile farsi riconoscere per chi è famoso, figuriamoci per chi è agli inizi. Un tempo c’erano i talent scout che andavano a scoprire le band, noi suonavamo nelle balere e ci venivano a sentire gli addetti ai lavori. Oggi invece i giovani fanno un demo e poi si sentono pronti subito a registrare e vanno loro a cercare i discografici, mettendo anche in discussione la loro coerenza musicale in base alle tendenze del momento. La colpa è anche forse un po’ dei network: i dj e i direttori artistici delle radio a volte sono pieni di pregiudizi, è successo anche con noi, leggono il nome in copertina e nemmeno aprono il cd. Quarant’anni fa, invece, le radio ti censuravano perché il pezzo non poteva essere trasmesso, ma almeno eri sicuro che lo avevano ascoltato”.
I Nomadi saranno in tour a partire da lunedì 6 aprile quando presenteranno “Allo specchio” al Teatro Smeraldo di Milano. Il 7 saranno a Teandastrisce di Roma e il 19 al Sashall di Firenze: “Mi sa in concerto daremo molto spazio ai brani del nuovo disco, potrebbe essere che li faremo tutti lasciando un po’ indietro i successi del passato… il pubblico capirà, il nostro pubblico capisce sempre!” Fonte: Rockol.it.





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