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PAUL MCCARTNEY : La leggenda torna di ‘moda’
Una delle più famose leggende metropolitane del rock racconta che il vero Paul McCartney sarebbe morto in un incidente stradale nel 1966. Gli altri tre lo avrebbero velocemente sostituito con un altro ragazzo, tale William Campbell, ex poliziotto, che si sarebbe successivamente sottoposto a diversi interventi chirurgici per accentuare la somiglianza già esistente. Il web [...]
21 luglio 2009
Una delle più famose leggende metropolitane del rock racconta che il vero Paul McCartney sarebbe morto in un incidente stradale nel 1966.
Gli altri tre lo avrebbero velocemente sostituito con un altro ragazzo, tale William Campbell, ex poliziotto, che si sarebbe successivamente sottoposto a diversi interventi chirurgici per accentuare la somiglianza già esistente.
Il web è disseminato di notizie su questa teoria, ribattezzata P.I.D (Paul Is Dead, Paul è morto), e in molti hanno analizzato in dettaglio le successive performance dei Beatles e le copertine dei loro dischi alla ricerca di indizi.
Dopo l’ipotetico “scambio”, i Beatles non si sono esibiti più dal vivo se non nel 1969, sul tetto dell’Apple Records, loro casa di produzione: un concerto al quale hanno assistito, e per puro caso, poche decine di persone. Sembra, infatti, che fosse molto problematico spacciare Campell per McCartney ai fan, per via dei movimenti e della diversa statura.
Dunque la successiva produzione dei Beatles sarebbe disseminata di indizi che indicano la morte di Paul. I maggiori sono concentrati nella copertina di “Abbey Road”: Paul è l’ultimo della fila e cammina a piedi nudi, reggendo una sigaretta con la destra anche se è mancino.
Sulla targa del “maggiolino” bianco si legge “28IF” (“28 SE”, interpretato come “28 anni SE fosse ancora vivo”). Sulla copertina di “Stg.Pepper’s Lonely Hearts Club Band” appaiono composizioni floreali gialle a forma di basso, lo strumento di Paul, mentre prendendo uno specchio e tagliando a metà la parola LONELY HEARTS apparirebbero parole come HE DIE e la data 11 IX, nove novembre, data della presunta morte e una freccia che punta verso Paul.
Sarebbero ancora molti e più sottili gli indizi, compresi versi delle canzoni dei Beatles ascoltate al contrario che rivelerebbero la scioccante verità. La leggenda è assurda sotto molti punti di vista: il più evidente è che l’autore di “Back in the USSR”, “Hey Jude” e “Helter Skelter”, che appare nei film e che suona e canta nei dischi dei Beatles dal 1966 in poi, nonché l’autore dell’imponente discografia solista di McCartney sarebbe un impostore scelto sulla base di una spiccata somiglianza fisica con l’originale.
Di certo in molte delle copertine degli album dei Beatles Paul McCartney appare più lontano dagli altri, diverso, fuori angolazione.
Un caso? Probabilmente gli stessi Beatles, a conoscenza della leggenda, l’hanno alimentata negli anni con piccoli indizi, per accrescere il mistero e per amore dello humor nero che tanto piaceva a John Lennon.
E’ lui o non è lui, il placido baronetto 60enne con le guance cascanti e sfortunato in amore che conosciamo oggi?
Sebbene tutte le logiche concorrano a demolire la tesi P.I.D, rimane una prova a favore. Una biometria, portata a termine da due medici italiani su foto di Paul McCartney prima e dopo la data della presunta morte, accerterebbe secondo dati fisici (forma della mascella, padiglione auricolare ecc.) che si tratta di due persone diverse.
A distanza di decenni, il mistero è ancora fitto, e probabilmente destinato a rimanere immortale come la leggenda dei quattro di Liverpool.
Articolo di Francesca Di Belardino
fonte : yahoo news , via funweek.it













1 Commento
Ciao ho scritto un romanzo di fantasia sui beatles ed in particolare sul PID. Se volete darci un’occhiata vi aspetto su http://www.lmw28if.it Ciao Alessandro
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