‘Pensieri e parole’

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Le canzoni possono leggersi come rappresentazioni della realtà storica in un determinato momento ed essere utilizzate per fare confronti tra periodi storici, politici e sociali. Giuseppe Antonelli nel libro “Ma cosa vuoi che sia una canzone” (Il Mulino) si occupa delle parole delle canzoni italiane e misura il ruolo che le canzoni di successo hanno [...]

28 aprile 2011

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298db254889ef040 Pensieri e paroleLe canzoni possono leggersi come rappresentazioni della realtà storica in un determinato momento ed essere utilizzate per fare confronti tra periodi storici, politici e sociali. Giuseppe Antonelli nel libro “Ma cosa vuoi che sia una canzone” (Il Mulino) si occupa delle parole delle canzoni italiane e misura il ruolo che le canzoni di successo hanno avuto nel diffondere tra gli italiani un certo linguaggio. “Rispetto a quello che Mogol e Battisti hanno definito ‘Il mio canto libero’ (1972) siamo sul versante opposto quello degli obblighi imposti dalla base musicale e dalla norma grammaticale, quello delle convenzioni legate al gusto dell’epoca,alle attese del pubblico, alle tradizioni dei generi”. Il libro inizia con l’analisi di “Volare” (1958) scritta da D. Modugno e F. Migliacci, la canzone della svolta, in rottura col passato per il ruolo delle scelte linguistiche del testo, per arrivare alla “La paranza” (2007) di D. Silvestri un ‘fritto misto di cronaca giudiziaria’, condita da comicità, nonsense e lessico intellettuale, coerente con il gusto post-moderno che darà buoni frutti nel creare una nuova cultura, nuove idee e stili di vita.

Manuela.

Scritto da Manuela

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